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SOGGETTI TENUTI ALLA PRESENTAZIONE DEI REDDITI

obbligo dichiarazione dei redditi
Presentare la dichiarazione dei redditi non è sempre dovuto. E’ la normativa fiscale che stabilisce i casi in cui è obbligatorio ed i casi di esonero, ed in linea di massima l’obbligo viene meno quando il legislatore si aspetta che la sua presentazione non comporterebbe il pagamento di imposte, o perché già trattenute dal sostituto, o perché già tassati alla fonte o perché esenti.

Coloro che, ancorchè tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi, non ottemperano a detto adempimento diventano potenzialmente oggetto di attenzione da parte dell’Amministrazione Finanziaria che, sulla base dei dati in suo possesso, potrà accertare i redditi dei contribuenti richiedendo il pagamento delle relative imposte non versate, maggiorate degli interessi di ritardato pagamento e delle sanzioni per omessa presentazione delle dichiarazioni (che vanno dal 120 al 240 per cento).

Alla luce delle problematiche in cui si incorre in ipotesi di omessa presentazione della dichiarazione è importante verificare se si è effettivamente obbligati a presentarla ovvero si rientri in uno dei casi di esonero.

Vediamo allora chi sono i soggetti tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Innanzi tutto tra i soggetti obbligati ci sono anche quei contribuenti che, se pur non abbiano conseguito alcun reddito, sono però obbligati alla tenuta delle scritture contabili (i titolari di partita IVA).

Sono inoltre obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi:

✓ i lavoratori dipendenti che hanno cambiato datore di lavoro e sono in possesso di più certificazioni di lavoro dipendente o assimilati (Certificazione Unica 2017), nel caso in cui l’imposta corrispondente al reddito complessivo superi di oltre 10,33 euro il totale delle ritenute subite;

✓ i lavoratori dipendenti che direttamente dall’INPS o da altri Enti hanno percepito indennità e somme a titolo di integrazione salariale o ad altro titolo, se erroneamente non sono state effettuate le ritenute o se non ricorrono le specifiche condizioni di esonero;

✓ i lavoratori dipendenti a cui il sostituto d’imposta ha riconosciuto deduzioni dal reddito e/o detrazioni d’imposta non spettanti in tutto o in parte (anche se in possesso di una sola Certificazione Unica 2017);

✓ i lavoratori dipendenti che hanno percepito retribuzioni e/o redditi da privati non obbligati per legge ad effettuare ritenute d’acconto (es. collaboratori familiari, autisti e altri addetti alla casa);

✓ i lavoratori dipendenti ai quali il sostituto d’imposta non ha trattenuto il contributo di solidarietà;

✓ i contribuenti che hanno conseguito redditi sui quali l’imposta si applica separatamente. Eccezion fatta di quelli che non devono essere indicati nella dichiarazione come le indennità di fine rapporto ed equipollenti, gli emolumenti arretrati, le indennità per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche se percepiti in qualità di eredi, quando sono erogati da soggetti che hanno l’obbligo di effettuare le ritenute alla fonte;

✓ i lavoratori dipendenti e/o percettori di redditi a questi assimilati ai quali non sono state trattenute o non sono state trattenute nella misura dovuta le addizionali comunale e regionale all’IRPEF. In tal caso l’obbligo sussiste solo se l’importo dovuto per ciascuna addizionale supera 10,33 euro;

✓ i contribuenti che hanno conseguito plusvalenze e redditi di capitale da assoggettare ad imposta sostitutiva e da riportare nei quadri RT e RM del modello. 

Sono invero esonerati dall’onere della presentazione della dichiarazione dei redditi:

In generale i contribuenti, non obbligato alla tenuta delle scritture contabili, che possiedono redditi per i quali è dovuta un’imposta non superiore ad euro 10,33.  

Vi sono, poi, una serie di casi di esonero correlati al limite di reddito percepito sempre che il contribuente non debba restituire in tutto o in parte, il bonus Irpef:

✓ soggetti che hanno un reddito derivante da terreni e/o fabbricati (comprese abitazione principale e sue pertinenze) inferiore o uguale a 500 euro;

✓ soggetti che hanno un reddito derivante da lavoro dipendente o assimilato oltre ad altre tipologie di reddito (il reddito complessivo deve essere calcolato senza tenere conto del reddito derivante dall’abitazione principale e sue pertinenze) con reddito uguale o inferiore a 8.000 euro con periodo di lavoro non inferiore a 365 giorni e sempre che le detrazioni per coniuge e familiari a carico sono spettanti e non sono dovute le addizionali regionale e comunale;

✓ soggetti che hanno un reddito derivante da pensione oltre ad altre tipologie di reddito (il reddito complessivo deve essere calcolato senza tenere conto del reddito derivante dall’abitazione principale e sue pertinenze) con periodo di pensione non inferiore a 365 giorni e sempre che le detrazioni per coniuge e familiari a carico sono spettanti e non sono dovute le addizionali regionale e comunale;

✓ soggetti che hanno un reddito derivante da pensione, da terreni, da abitazione principale e sue pertinenze (box, cantina, ecc.) non superiore a 7.500 per la pensione e non superiore a 185,92 euro per quello proveniente da terreni, con periodo di pensione non inferiore a 365 giorni e sempre che le detrazioni per coniuge e familiari a carico sono spettanti e non sono dovute le addizionali regionale e comunale;

✓ contribuenti di età pari o superiore a 75 anni che hanno un reddito derivante da pensione oltre ad altre tipologie di reddito (il reddito complessivo deve essere calcolato senza tenere conto del reddito derivante dall’abitazione principale e sue pertinenze) non superiore a 8.000 euro con periodo di pensione non inferiore a 365 giorni e sempre che le detrazioni per coniuge e familiari a carico sono spettanti e non sono dovute le addizionali regionale e comunale;

✓ soggetti che percepiscono un assegno periodico corrisposto dal coniuge, oltre ad altre tipologie di reddito, non superiore a 7.750 euro (il reddito complessivo deve essere calcolato senza tenere conto del reddito derivante dall’abitazione principale e sue pertinenze). Non rientra in detto calcolo l’assegno periodico che è destinato al mantenimento dei figli; 

✓ soggetti che percepiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e altri redditi per i quali la detrazione prevista non è rapportata al periodo di lavoro il cui importo non è superiore a 4.800 euro;

✓ soggetti che percepiscono compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche il cui reddito annuo non è uguale o inferiore a 28.158,28 euro.

E’ importante sottolineare, poi, che potrebbe verificarsi il caso di contribuenti per i quali, pur non essendo obbligati, risulta conveniente presentare la dichiarazione dei redditi al fine di ottenere il rimborso mergente da oneri sostenuti, deduzioni e/o detrazioni non attribuite o attribuite in misura inferiore a quella spettante, oppure per chiedere il rimborso di eccedenze di imposta derivanti dalla dichiarazione presentata negli anni precedenti o da acconti versati nello stesso anno. 

Ricordiamo al tal proposito che vi sono una serie di spese sostenute (anche per conto di un familiare a carico) che possono essere portate in detrazione, perché così previsto dalla legge. In sostanza, grazie a questa possibilità il contribuente può scaricare le spese sostenute nell’anno precedente a quello di dichiarazione, al fine di diminuire l’imposta dovuta.

In tale circostanza in mancanza di trasmissione della dichiarazione 2017 i benefici fiscali correlati agli oneri sostenuti nel 2016 non potranno più essere riconosciuti al contribuente.