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NUOVI TERMINI PER L’ACCERTAMENTO FISCALE

COMMERCIALISTA PARIOLI ACCERTAMENTO TRIBUTARIO
I termini per l’accertamento da parte dell’Amministrazione Finanziaria sono stabiliti dalle norme fiscali, le quali specificano espressamente i casi in cui l’Agenzia delle Entrate può accertare una dichiarazione dei redditi presentata dal contribuente.

La tempistica dell’azione accertativa differisce a seconda del comportamento del contribuente in relazione agli obblighi dichiarativi; l’ufficio avrà un maggior arco temporale per realizzare le proprie attività di controllo qualora il contribuente, in violazione delle specifiche norme impositive, abbia omesso la presentazione della dichiarazione, oppure abbia presentato una dichiarazione giuridicamente invalida (in quanto presentata su esemplare non conforme al modello ministeriale, ovvero in quanto presentata oltre il termine di 90 giorni dalla scadenza legale). Trascorsi questo termine la facoltà dell’Amministrazione Finanziaria di intraprendere qualsiasi azione si ritiene decaduta.

Cerchiamo ora di analizzare nel dettaglio l’entità di questo orizzonte temporale nel quale è preservata la facoltà della P.A. di intraprendere un’azione accertativa, alla luce delle recenti riforme legislative.

La Legge di Stabilità 2016 ha modificato i termini per l’accertamento a partire dai periodi d’imposta in corso al 31/12/2016. Alla luce di tale modifica l’Amministrazione Finanziaria potrà notificare al contribuente i propri atti accertativi:

  • entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione;

oppure

  • entro 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione doveva essere presentata (in caso di omissione o nullità della stessa).

Ciò significa che l’anno d’imposta 2016, in presenza, di dichiarazione validamente presentata, potrà essere accertato dall’Ufficio entro il 31 dicembre 2022.

Di contro, in assenza di una valida dichiarazione per l’anno 2016, l’Agenzia delle Entrate potrà procedere all’accertamento d’ufficio su tale annualità entro il 31 dicembre 2024.

Più in dettaglio:

  • le dichiarazioni “tempestive” (ossia presentate entro il 31/10/2017), potranno essere rettificate entro il 31/12/2022;
  • le dichiarazioni “tardive” in ravvedimento” presentate dal 1° novembre 2017 al 31 dicembre 2017 potranno essere rettificate, ugualmente, entro il 31/12/2022;
  • le dichiarazioni “tardive” in ravvedimento” presentate dal 1° gennaio 2018 al 29 gennaio 2018 potranno essere rettificate dall’ufficio entro il 31/12/2023 (ciò in quanto, ai fini dell’individuazione della data di decadenza accertativa, si deve fare riferimento all’effettiva data di presentazione della dichiarazione e non a quella di scadenza normativa);
  • in assenza di dichiarazione presentata entro il 29/01/2018, l’ufficio potrà legittimamente notificare i propri avvisi di accertamento relativi all’anno 2016 entro il 31/12/2024.

Per i periodi d’imposta in corso al 31/12/2015 e precedenti troverà invero applicazione la precedente disciplina; Pertanto l’Agenzia delle Entrate potrà intraprendere l’azione accertativa :

  • entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione;

ovvero

  • entro 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione doveva essere presentata (in caso di omissione o nullità della stessa).

Un’altra novità significativa apportata sempre dalla Legge di Stabilità 2016 è rappresentata dalla soppressione dell’istituto del raddoppio dei termini ai fini accertativi, in presenza di ipotesi rilevanti sotto il profilo penale tributario, il quale continua tuttavia a sopravvivere per i periodi di imposta in corso al 31.12.2015.

Dunque, in presenza di reati tributari rientranti nella sfera penale, l’Amministrazione Finanziaria potrà accertare, analogamente a quanto avveniva in passato prima dell’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2016, i periodi d’imposta in corso al 31/12/2015 e precedenti:

  • entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione;

ovvero,

  • entro 31 dicembre del decimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione doveva essere presentata (in caso di omissione o nullità della stessa).

Mentre per i periodi in corso al 31.12.2016 in poi non troverà più applicazione l’istituto del raddoppio dei termini.