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CONTI CORRENTI, QUANTO FRUTTA LA FEDELTÀ ALLA PROPRIA BANCA

commercialista roma nord
I costi dei conti correnti sono sempre più sotto i riflettori di Banca d’Italia. Qualche mese fa l’Istituto di Vigilanza ha pubblicato un’analisi sul trend degli ultimi anni delle spese di gestione dei conti correnti. Tale analisi, denominata “Nota di stabilità finanziaria e vigilanza”, è nata dall’esigenza di verificare l’evoluzione delle spese bancarie e le loro determinanti, partendo da studi che Banca d’Italia effettua dal 2010.

Nello specifico la Banca d’Italia ha monitorato le spese effettive dei conti correnti, partendo dall’analisi degli estratti conto di un campione di 13.200 famiglie.

I risultati di questo studio hanno evidenziato innanzitutto che la spesa effettiva di gestione di un conto corrente è scesa da una media di 85 euro tra il 2010 e il 2015,  a 77 euro nell’ultimo anno di osservazione. Una contrazione attribuibile in gran parte alla diminuzione dei canoni annui fissi.

Inoltre è emerso che più lontana è la data di accensione del conto, maggiori sono i costi: ad esempio nell’ultima indagine diffusa nel novembre 2016 la spesa di gestione di un conto aperto da non più di un anno è in media pari a 49 euro,  mentre quella per i conti aperti da più di 10 anni sale a 93 euro.

Dunque, sembrerebbe proprio che la fedeltà in banca non paga!

La relazione tra costi e data di apertura del conto è molto stretta anche quando si considerano i profili temporali della spesa ripartiti in base all’età media di un conto corrente. Per i contratti aperti da meno di un anno, che rappresentano circa l’8% del campione esaminato, gli oneri di gestione del conto sono diminuiti del 7,6% annuo negli anni 2010-2015; un andamento analogo si osserva anche per i conti con età media di due anni, la cui spesa è diminuita al tasso annuo del 6%. Molto più contenuta (1,9% annuo) è stata invero la diminuzione per la categoria dei conti aperti da più di 10 anni, circa il 40% dei contratti.

Tuttavia l’andamento al ribasso dei costi non è detto che sia confermato dai dati consuntivi del 2016 che l’Istituto pubblicherà in seguito. Il fenomeno di scaricare sui clienti i costi per il salvataggio delle banche potrebbe condurre a un aumento degli oneri bancari, che dovrà comunque essere appurato empiricamente.

Per adesso, ciò che questa analisi ha reso evidente, è che negli ultimi anni la concorrenza, l’apertura di nuove tipologie di conti e l’operatività online hanno ridotto le spese dei conti correnti. Solo chi rimane fedele alla propria banca è destinato a pagare più costi.